Perché il blog?

Questo è un luogo, quando ci siamo rappresenta il centro esatto della nostra esistenza. Sicuramente quanto ho scritto è una delle giustificazioni che diamo per sostenere il fatto che siamo parte di questo "altro mondo" che ci connette con gli altri, un modo per trovare una collocazione, per affermare l'esistenza. Sono qui visibile se mi cercate, sono altrove se mi cercate altrove, ci sono.

Il blog sarà un modo per raccontare cose, sensazioni, emozioni. Ma anche il mio lavoro e quello degli altri. 

Mi auguro di interessare, me ne accorgerò dalle statistiche sulle visite ma cercherò anche di parlare a quanti mi conoscono, quelli che da me vogliono cose, i miei studenti con i quali stabilisco relazioni interessate, che riguardano i loro sogni, le loro aspettative e i tentativi di costruire qualcosa al di fuori del cervello, con le mani, il cuore, la voglia.

Le idee, i pensieri di questo spazio sono "legate" al sito web che racconta il mio lavoro, la mia ricerca e la strada che faccio ogni giorno.

Spero, per chi mi legge, di non annoiare e di far venire voglia di guardare altrove, non solo dove guardo io ma anche dove nessuno ha mai guardato.

Siamo qui ogni giorno, si continua guardando , guardandosi, si può solo immaginare, senza certezze, senza parole e senza toccarsi, neppure sfiorarsi.

I parametri dell'esperienza umana sono aboliti, non sono permessi, rimoduliamo il nostro stare al mondo con direttive che ci perseguitano e entrano dentro di noi inoculate da parole pesanti come timbri sulla carne da macello.

NON USCIRE, NON TOCCARSI, NON INCONTRARSI, NON AVVICINARSI

Sapevo fare solo questo fino al 5 marzo, convinto di essere nato per fare questo, di doverlo fare fino alla fine come unico modo di stare al mondo e proprio questo non puoi fare.

Cominci a vivere guardando, stabilire le direzioni a vista. 

Oggi è il 13 marzo, ottavo giorno di navigazione, niente di nuovo all'orizzonte.